Difficile scegliere tra coerenza alle proprie idee e imposizione delle conseguenze delle stesse all'ignara prole. Così, da 15 giorni nel frammezzo di un'alluvione lavorativa e della distruzione del mondo ad opera dell'esercito della Salvezza Democratica, mi arrovello - vorrei dire ci arrovelliamo ma in questi frangenti divento mio malgrado la cattiva madre buttiglioniana - sull'autorizzazione che il comune ci impone di firmare o respingere per l'insegnamento della religione cattolica. Alla scuola dell'infanzia.
Non voglio infognarmi in polemiche sulla contraddizione di subire lezioncine trimestrali dalla pseudopsicologa scolastica (armata di best sellers americani) a proposito dell'immaturità dell'infante quattrenne incapace di astrazione concettuale, mentre al contempo si propone un insegnamento in cui il bambino imparerà senza colpo ferire che dio è uno e trino e che lo spirito santo non e' una colomba e altre notorie verità empiriche.
Resto sul piano emotivo, e lì appunto mi arrovello.
Non mi piace, non vorrei. Sono sempre stata contraria al concordato e ai suoi malefici effetti, anche quando, cattolica convinta, 'militavo' in schiere ortodosse. Trovo oggi anacronistico, contraddittorio rispetto alle scelte europee (pre avvento di buttiglione, s'intende), ridicolo se penso all'amalgama di razze e religioni in aumento, che si scriva su un foglio insegnamento della religione cattolica , almeno vergognatevi e fingete un insegnamento di storia delle religioni. Eppure si deve scegliere, e la vera scelta non è tra didattica regolare (??) e insegnamento della religione, ma tra idee dei genitori, maturate nonostante il praticantato imposto o spontaneo, ed esito circostanziale delle stesse sul figlio.
Un breve saggio tra genitrici dall'aria falsosinistroide mi assicura che la coerenza è una colpa, e che la risposta più possibilista è 'ma perchè no?', le altre sono 'si certo'. Approfondisco il test sullo sparuto gruppetto in cui il figlio sociopatico per eredità genetica si è faticosamente inserito, alias 'gli amichetti': tutti danno l'assenso. La scelta dunque è tra la coerenza dura e pura, per la quale dovrei conculcare al quattrenne che lui resterà in altra classe isolato dai compagni preferiti (e dal 90 % degli altri) perchè è inumano imporre a bambini della sua età la divisione, l'isolamento, il ghetto per la colpa d'essere di altro credo familiare, e lui figlio di agnostici resterà coi pochissimi d'altra razza e religione perchè sono parte della comunità senza distinzione di sesso etc etc (comma che vivaddio in capo a un anno sarà finalmente smantellato dal caterpillar maggioritario). Oppure la sua egoistica felicità di bambino di restare parte del proprio gruppo, andando a farsi una gita in altra classe dove una nuova e bella maestra gli insegnerà amabili filastrocche come quella dell'angioletto custode che mia madre è riuscita a fargli imparare in soli 3 giorni di mio ricovero ospedaliero (e lui pensa che sia un amico invisibile che dorme nel suo letto quando è buio, per dire quel che ha capito).
Pensate di me quel che volete, io lo amo, ho firmato l'assenso. [A mia vile parziale discolpa aggiungo che prima mi sono informata su chi nella sua classe fosse di altra religione: nessuno, semmai sono figli di agnostici più coerenti di me] Ma trovo immondo, schifoso, vergognoso aver imposto questo nelle scuole dell'infanzia. E penso che la chiesa cattolica deve aver davvero poca fede se trova necessario conculcare i propri dettami dall'età tenera sperando evidentemente non nell'adesione sincera, ma nel meccanico riflesso pavloviano che fornirà proseliti all'esercito futuro di un dio che, a leggere bene il Vangelo credo con convinzione, rovescerebbe oggi i loro banchi di fronte al tempio.
Coldness in the blogosfera
Forse siamo in guerra e non ce ne siamo neanche accorti e continuiamo a dirci così sia
(ah ma non è tutto una canzone? ma che peccato guarda, ma davvero!)