Mi sono chiesta in questo periodo di non-campagna referendaria (andiamo, via, che informazione seria c'è stata? quasi nessuna tra censure e autocensure, tra posizioni politicamente furbette e propaganda fidei, e al fondo ci si chiede chi tra i votanti parlamentari padroneggiasse la materia a fondo al momento della stesura della legge così come quando si è trattato di scegliere tra abrogazioni e non) se scrivere o dire qualcosa a sostegno dei quattro si; non l'ho fatto, vivaddio questo è un blog da quattrogatti (più quelli che vengono senza palesarsi, diritto che riconoscerei loro sacrosanto anche sapessi che mi disprezzano) e l'avranno notato in pochi.
Il motivo era e resta che quel che principalmente mi importava sostenere era l'importanza di votare, di partecipare sempre, al di là del calcolo politico se mi astengo non passa, anche perchè io non credo che astenersi equivalga a dire non voglio queste modifiche perchè la legge in sè è perfettibile ma in altro modo, questo concetto lo si poteva esprimere benissimo attraverso il no: ti viene chiesto se vuoi abrogare questa parte della legge oppure tenerla, sarà semplicistico ma si vota così, senza lo spazio bianco per aggiungere liberi commenti in cui spiegare i tuoi motivi o i tuoi dubbi, comunque sia otterrai che la modifica referendaria non avvenga. Non mi piace nemmeno il non vado a votare perchè non ho capito bene, mi pare la versione referendaria del non voto nessuno tanto sono tutti uguali la politica è uno schifo. Il che è probabilmente vero nell'accezione che ci impongono e sulla quale pare sdraiarsi ognuno di noi come fosse un'eredità genetica (a proposito), ma questo, mi si passi la stupidità, non mi ha mia autorizzato ad arrendermi.
Ho la sensazione grezza e emotiva che ci trascinino anno dopo anno nel completo disamore per la partecipazione alla vita della polis, e che l'astensione, che sia una scusa per il proprio beota qualunquismo o profumi dell'atarassia dell'elevato saggio, porti prima o poi all'esito inevitabile della soppressione di un diritto - che se oggi si osa chiamare anche dovere si viene spellati vivi - per assicurarci il quale gente evidentemente migliore di me si è battuta a caro prezzo.
Referendaristi di mestiere e avversari del voto paiono alleati nel picconare uno strumento nato con scopi migliori del far accapigliare fazioni diverse di questo o quello schieramento. Quello che mi interessava dire era scavalchiamoli sempre e comunque, superiamo la dietrologia del ma anche solo andare a votare è schierarsi per Tizio e a me Tizio non piace, evitiamo le trappole, salviamo lo strumento, leviamoglielo di mano ma non come intendono loro. Pensiero ingenuo, utopico, facilone, cretino, ignorante, aggiungere a piacere, ognuno ritiene di salvaguardare la propria dignità come crede.
Doug (maledetto) mi passa una catena e per indole mi tirerei indietro, ma, siccome è un periodo che mi prendo della stronza asociale un giorno sì e l'altro pure, capitolo parzialmente.
Libri che possiedo nella mia biblioteca e genere
[in prima battuta alla frase sorrido e so io perchè]
La "mia" biblioteca non esiste, ho ancora qualche cm di scaffale a disposizione ma il coniuge misura a sguardi e sempre più spesso sentenzia quelli dovremmo spostarli altrove, sottinteso in cantina perchè non esiste altro spazio libero. Perciò diciamo che in quei centimetri sta una mescolanza di storia antica, archeologia d'accatto, saggi di storia contemporanea (la poesia, i gialli e i romanzi hanno già cambiato residenza e città da anni). Il resto non lo 'possiedo' ma ne usufruisco da 16 anni ed è poesia, letteratura internazionale, per lo più tradotta in italiano - quella in inglese o francese potrei solo contemplarla data la mia padronanza delle lingue
- saggistica varia, filosofia (argh). Attingo soprattutto alla narrativa e curioso tra nomi che mi sono sconosciuti e non ricorderò mai nemmeno dopo aver finito con soddisfazione il libro.
Uso il presente ma mento, non leggo più e si sente, si vede, si legge. Non ce la faccio fisicamente, non ho il tempo se non di iniziare e odio cominciare soltanto, devo arrivare in fondo. Odio anche queste scuse, sia chiaro.
Ultimo libro comprato
Un secolo fa, appunto: Hobsbawm, Il secolo breve
(non disperate, il coniuge li compra tutti i giorni)
Libro che sto leggendo ora:
Do' un'occhiata a spizzichi: S.Weil, Sulla guerra; Poggio, Nazismo e revisionismo storico
Libri che consiglio ad altri blogger
Non consiglio e non metto limiti di numero. A me andrebbe di (ri)/leggere:
Gallerano, Le verità della storia
Twain, Alla persona che siede nelle tenebre
M.Moretti, Brigate rosse
J.Berger, Sacche di resistenza
parecchie cose di Fortini
piccole cose distillate da Pintor
e tutto ciò che mi incuriosisce e d'istinto prenderei in mano.
Non passo il testimone a nessuno, se a qualcuno che guarda qui va di continuare, lo faccia e lo leggerò volentieri