Sable(sse)

30/06/2006

Traduttori
Più Taxi
More taxes


 


[alla frutta, aveste voi 40 gradi in ufficio vi vorrei vedere]


Idiozie private
[E' l'ultimo giorno di scuola dell'infanzia per il quasiseienne e io ho l'angoscia da distacco dalla (da lui adorata) maestra. Ma se gli lasciassi il sacrosanto diritto alle sue personali (non) turbe infantili invece di sovrapporvi le mie? Magari a lui non gliene fregherà nulla.]

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categorie: cazzate, azzimiei
28/06/2006

Quelli che sbagliano le citazioni, ti chiedono cose inesistenti e ti arrampichi sugli specchi per indovinare cosa avevano in mente e quali desideri volevano esprimere, ci perdi ore di ricerche ma credono di aver fatto tutto loro e quando ti arrendi all'impossibile e fai notare che questa cosa è sbagliata, non c'è si offendono, ti rimproverano, ti insegnano il tuo mestiere e infine ti indicano la loro bibbia di ricerca, guardi qui, su questa pagina che le dico io, è l'unico modo. La pagina l'hai scritta tu, ma non puoi mandarli affanculo.

23/06/2006

E adesso che sappiamo che il 10 marzo 2005 alla Farnesina si faceva sesso e ohibò che bello anche gli stronzi trombano, e che i paparazzi inseguono Mr.e Mrs. Smith, che la Kidman si sposa domani ma non fa figli prima perchè è cattolica ahahah, che al cantantino di moda il sesso non piace, ma piace molto al nostro scampato re, il quale intrattiene rapporti col sottobosco ex-stragista anzi no, i servizi non c'entrano!, mai, a prescindere, si ingioiella per le logge e con raffinato eloquio di razza sbanca a distanza i casino/ò, e che a Costanzo gli hanno dato un programma, mentre Bonolis fa cinema, e quest'estate è tutto un remake, adesso


NO


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NO


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categorie: azzinostri
21/06/2006

.

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categorie:

Mi chiede se mi ricordo il nome dei miei amici di quando ero piccola. Si, me li ricordo, ma non ho voglia di parlarne.
Di uno ho i lineamenti di oggi ben chiari, recuperati attraverso la folla del funerale di una coetanea comune amica, poco tempo fa, la sua espressione diretta, e a dispetto degli anni un immediato abbraccio, di quelli stretti che non lasciano dubbi, alla faccia di chi presente vedesse nella pubblica piazza, a dirsi tutto l'affetto conservato nella distanza, lui con la stessa forza di quando mi tenne stretta per una notte prima di un esame per farmi passare la paura, io con l'abbandono di fiducia che non ho più per nessuno.
Di un'altra non ho che poche notizie, le fratture con lei non erano perdonabili - e ce ne siamo perdonate, più lei a me per numero di allontanamenti - ma la sensibilità straordinaria, l'intelligenza, le ricordo benissimo, e quanto ho imparato di nuovo, di bello, da lei.
Mi stupivo e mi stupisco dell'aver avuto lunga intimità con persone che oggettivamente mi erano (e sono) di molte lunghezze superiori per intelletto, e sensibilità anche. E dell'averle io com'è mio costume lasciate andare con il mio silenzio apparentemente noncurante, un'assenza imposta, il cui senso di colpa mi paralizza(va) dall'unica iniziativa saggia in queste circostanze, cioè ridere, prendere carta e penna, prendere un telefono, una tastiera, un sms, interrompere la catena di giorni.
Ti auguro di ricordare una uguale intensità di affetti figlio, ma senza interromperli. E di non assomigliarmi, soprattutto, in niente.


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categorie: azzimiei, astrazzi
20/06/2006

Pensieri estetici sparsi guardando il brokebackmount.:
-qualcuno estragga il collo dalle spalle di Gyllenhaal e lo raddrizzi, o almeno dategli un buon massaggiatore
-chissà se quando parla normalmente Ledger riesce ad allargare la bocca fino ai 3 cm
-dimagrite la Williams e comprate parrucche decenti per l'altra, chè vi hanno pagato abbastanza
-vabbè il premio miglior bacio filmico l'hanno preso non per il bacio intenso sulla montagna, ma per la scena in cui lo scopo principale pare rompersi il naso: è chiaro che MTV è omofobica e aspettava il sangue

[Che volete, oggi m'è presa così, sono stufa di V.E., del timore intercettatorio della sinistra e della mortadella in maniche di camicia]


Sempre sulla linea post assai trascurabili, che è quella editoriale di base del guanoblog, sono giorni che volevo esprimere la mia solidarietà al pavone innamorato della pompa di benzina [Ansa 17 giugno], e proporre una petizione a suo nome perchè non lo allontanino dall'oggetto della sua predilezione. Non mi pare si configuri alcun reato di molestia, salvo che le ruote della coda abbiano un atteggiamento persecutorio verso la pompa o ne impediscano il funzionamento.
Dopo tutto sostengo con forza da anni il sacrosanto diritto individuale a rovinarsi la vita per un qualsiasi oggetto d'amore, purchè in modo innocuo per l'oggetto stesso.
Nella pratica estremizzo e attuo il diritto a rovinarsela punto.


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categorie: cazzate, astrazzi

Incontentabili polemici
L'utente entra, restituisce i documenti, poi si ferma a leggere l'orario di apertura:
Utente: Qui c'è scritto che lei oggi apre al pubblico dalle 14 alle 19...
Sable: Si..?
Utente [con aria di rimprovero]: Invece è qui di mattina!
Sable: Sono qui tutto il pomeriggio e *anche* di mattina, per sua fortuna visto che lei è venuto fuori orario di apertura
Utente: Se lei scrive un orario dovrebbe rispettarlo!

19/06/2006

Memento.
Quando si è in giornata di acuita depressione affettiva, che io attribuisco a sbilanciamenti ormonali di cui mi sarei anche rotta i santissimi, non è opportuno prendere iniziative come guardare com'è sto brokebackmountain (troppo) esaltato, meglio un bell'horror da infarto, per ricondurmi sul mio standard caratteriale. Si accettano suggerimenti di titoli. Anche tenersi lontani dal video e costringersi allo sguardo beffardo non è un'opzione da scartare.


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categorie: cazzate, azzimiei
16/06/2006

No, niente.

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15/06/2006

Al solito quando i film sono bell'e digeriti, premiati e recensiti da mesi, io mi decido a prendere il dvd e guardarli, e stavolta anche prima della mia media biennale, cedendo alla fedeltà giovanile alla Austen (ah ma come, la sable legge-va la Austen?!, eh si si, che v'aspettavate Schopenauer? no, e la Austen scriveva bene).  Sono un'incontentabile, per cui la bella scenografia non mi basta, mi manca l'ironia dello sguardo distaccato, mi mancano i dialoghi al veleno, la cattiveria senza scampo verso alcuni personaggi, e questa Elizabeth sfrontata non ha abbastanza cuore, è troppo giovane, e questo Darcy è un giovanottino timido e legnoso, tutto quel miele profuso mi stucca, inutile evitare il bacio se si fanno scene all'alba nella brughiera di dieci minuti, che la Austen avrebbe vomitato alla prima sequenza. Inutile scomodare Emma Thompson per alterare una delle scene perfette del libro, in cui ogni riga ha un suo compito preciso, e farne nuovi dialoghi confusi in cui lo stesso regista nel commento ammette che è un momento incomprensibile. Ecco, soprattutto, con tutto lo zelo delle locations (ma che diavolo ci fanno in un bellissimo parco tra le colonne Elizabeth e Darcy a insultarsi? e perchè non abbiamo nessuna delle lunghe passeggiate in cui finalmente parlano invece di gettarsi occhiate strappalacrime? ecco, perchè in questo film manca la parola , che nel libro vale più di un ballo?), questo regista che parla nelle interviste e che commenta scena per scena è chiaro che ha fatto un ottimo lavoro, ma non ha capito il libro. Che non è un libro d'amore tra Darcy e Elizabeth, e in cui questa è l'unica coppia che la Austen non disprezza per via della continua dialettica tra loro, in un gioco di intelligenze che si riconoscono. Certo, certo, un libro non è un film, è da pazzi pensare a una pura trasposizione nella sceneggiatura dei dialoghi del libro, una mediazione è necessaria, non scomodiamo Lapalisse.
Ma magari evitiamo alcune scene, piuttosto che inventarne di sana pianta per uno scopo che non era quello del libro, o invece di cambiarle al punto da perderne il senso (è divertente che nei tre punti che considero  maggiormente 'traditi' il commento del regista  manifesti  insoddisfazione per il risultato).
Bel film, interessanti approfondimenti sulle ville di ambientazione, per carità bravi tutti, non sono un'esperta, però ...

[dici: e a te chi te lo dice che hai capito il senso? nessuno. ma questo è il mio blog, a casa ho il mio libro, e io ho un orgoglioso pregiudizio  ]

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categorie: cazzate
14/06/2006

Un mercoledi da bronchitici (al lavoro, non sia mai)

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categorie: cazzate, azzimiei
08/06/2006

Quando, mi domando, ho perso il desiderio dell’altrui compagnia allargata?
Eppure ho vissuto diversi anni in cui il piacere di vivere era limitato ai periodi di collettività, brevi nelle riunioni e nei giochi, lunghi, agognati, vissuti intensamente nelle convivenze dei campi scuola. Mi piaceva, non solo, mi fidavo. Ecco, credo che sia la chiave il fidarsi, e la domanda va volta in: quando ho deciso che la fiducia nell’umanità non era recuperabile?
O ancora. Quando ho stabilito il mio limite di comprensione sociale, e sono diventata incapace di mutare le delusioni in saper vivere, preferendo invece la negazione dei rapporti?
Non ho saputo crescere, lo vivo come un handicap. Nel crescere sta l’accettazione dell’ambiguità, della falsità, della doppiezza come parte di ogni essere, più spesso manifesta nel male che nel bene, ma d’altronde inevitabile.
Le ferite in me si sanano alla svelta, la vendetta non mi soddisfa e perciò non mi interessa, ma la cicatrice, ho imparato, si radica a fondo, non c’è atto chirurgico dell’intelligenza che riesca a svanirla, sta lì, si direbbe nel subconscio, e l’istinto socievole del carattere non ha sufficiente potenza per rilassarmi fino all’affidamento completo.
Io non ho più voglia di collettivo, di compagnia allargata, dove già due è un numero eccessivo, spesso nemmeno di compagnia in sè. Non riesco a sentirmi tra amici, il verme della coscienza eccessiva impedisce l’accettazione dell’amicizia come un legame anche lieve, in cui ci si perdona il tradimento delle parole, in cui si è capaci di ridere delle cattiverie, di scambiarsele, condividerle senza sentirsi fradici, persino il ‘sano gossip’ mi lascia una stanchezza di me che riconosco retaggio di lunghe colpevolizzazioni cattoliche (e giuro che la malignità dell’asserito credente fervoroso dà molti punti a quella del comune agnostico, dicono sia la continua repressione – sorrido).


Lo chiamo “non saper vivere”, si sta male, si dice disagio non male, anzi.
Non è una buona qualità, ripeto, è una crescita monca, ma vivaddio ci rimetto io soltanto.
Chè chi si ritrae, chi si isola diffidando della durevolezza degli affetti, chi si sottrae al gioco è marchiato a fuoco, dai buoni e dai cattivi, se le dicotomie si devono dare, è in modo equivalente distanziato, sorvegliato a vista, in una parola antipatico.

07/06/2006

Cross-posting
Ogni uno-due mesi mi invia una email trascurabile da un nuovo indirizzo, avendo cura di farsi riconoscere dalle varianti di un suo vecchio nickname, ma non firmandosi mai così da evitare denunce, e con l'accortezza di fare quei giri di Internet cari ai molestatori che rendono impossibile la localizzazione del computer di partenza. Il testo varia dalle scuse per la sua [passata] condotta di molestatore, ai propositi di ravvedimento, al ravvedimento annunciato, al desiderio di sentirmi per scusarsi, and so on in una sequela di bugie cui non so dire se crede davvero o se ritiene che io sia così cretina da poterci credere.
Quando - arguisco - il mio assoluto silenzio di rimando lo irrita , o semplicemente quando è in una giornata di paturnie in cui la sua solita psicosi accentua i disturbi comportamentali, si azzarda alla telefonata silenziosa, o all'sms rigorosamente firmato con solo nome sul cellulare del coniuge - presumo dati gli sforzi di irrintracciabilità che spreca per le email che usi una messaggistica anonima via web, o il telefono di qualcun altro (ce lo vedo a rubare, ha sempre problemi di soldi, avendone con il gioco e con la voglia di lavorare). Nel passato degli ultimi 11 anni, quando ancora non tentava la carta del ravvedimento, al mio secondo pronto incazzato ansimava un ciaooo col suo tono bambinesco-lagnoso, e beccava immediatamente un non mi rompere più i coglioni, io sto lavorando e giù la cornetta. Purtroppo era il telefono del lavoro, e doveva restare staccato per parecchio prima che si stancasse di richiamare. In ufficio mi spedisce posta, probabilmente spera che la apra una mia collega in sostituzione temporanea, non so, forse gode solo a pensare che aprendolo mi arrabbi.
Credo che il senso sia tenermi in allerta, cercare di procurarmi ansia, spaventarmi, che è forse la sua chiave per ricevere attenzione, o più semplicemente per farsi ricordare. Ieri sospetto che abbia sperimentato l'e-mail a mio nome, tanto per farmi vedere che può inviare qualsiasi cosa al posto mio. Si, lo so che poi lo si dimostra che non è mai partita da un mio pc, ma al solito non si prova altro, anche quella era 'anonimizzata' , lo potrei fare anche io, no? E non tutti premettono alla sfiducia il dubbio che ciò che porta la mia firma non sia mai uscito dalla mia tastiera, di quelli che conosco direi anzi pochi, ma forse è sempre così dovunque, e lui lo sa, ci conta. Ogni volta con stanchezza maggiore gli auguro dal profondo del cuore di morire presto, bene o male non importa, se esistesse il dio che non esiste lo pregherei per togliergli al vita, chè tanto a lui la propria vita non piace, e dunque via, che il fato gliela tolga il prima possibile. Niente di intermedio, proprio spero solo che muoia, ora magari, oggi, al massimo domani. Ma non accade come ci si augura, mai.
Certo, io sono paranoica, non c'è traccia o segno che riporti al mio annoso persecutore. E qui si chiude il cerchio: dallo psicopatico alla psicosi ingenerata, anzi forse mi telefono e mi scrivo da sola, per ricordarmi che non si può vivere in pace senza dare noia agli altri, che non esistono tane, che prima o poi ti vengono a scovare, qualunque sia la qualità della tua vita, sufficiente forse già da sola a punirti di chissà che imperdonabili peccati passati o futuri.


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