Mi chiedevo come il governo sarebbe arrivato a settembre. A parte la pausa di ferie, a colpi di fiducia.
La mia l'aveva per disperazione e per disperazione non sono disposta a darne più.
Non mi piacciono i duri e puri a sorpresa quando conoscevano i patti e soprattutto le persone con cui li facevano, specie quei duri e puri lì, e non mi piace da sempre l'ex poliziotto, ma la nausea di questo continuo appello al meno peggio, al mica rivorrete il nano, ehh?, l'arroganza di questa non-sinistra di sinistro aspetto che è tornata a galla non avendo mai avuto l'onestà di dimettersi solo aggrappandosi al nostro terrore e che ci tiene sotto ricatto continuo, non li sopporto più.
Ci deve anche essere una proposizione d'altro, e perciò il Cacciari-fratello non m'è dispiaciuto, una testimonianza in parlamento che dica esiste un altro modo. Si deve pur dire la verità su un accordo schifoso visto come unica possibilità di tirar fuori dalla merda le migliaia di disgraziati in carcere.
E anche il Manifesto non mi è sempre piaciuto in questi giorni, ma quest'anno non è la prima volta, e dalla direzione Polo molte di più.
Mi spiace anche questo post in quattro e quattr'otto che lascio qui a puzzare per altri 10 giorni, e che tu non sia d'accordo, ma capita e non scalfisce niente di quel che c'è.
La mattina poco dopo l'alba che tutti i turisti sono a dormire e il mare è piatto immobile dal freddo dell'ultima brezza notturna, per terra i fiori degli oleandri in cielo il colore incerto del risveglio e una luna dritta sicura che non intende andarsene, io immagino le stelle marine, le piccole sogliole, i polpi sullo scoglio, i ricci a frotte in fondo che si preparano all'assalto, ma è ancora un momento tutto loro, e delle sdraio a riposo, e gli ombrelloni reclinati, le reti dei giocattoli chiuse, serrate le saracinesche, la giostra non è partita ancora, ed è quella calma estrema del sonno che non vuoi interrompere ma la coscienza te lo porta via, tu piccolo che invadi un letto enorme e l'orso è già caduto da ore, tuo padre perennemente voltato in una seconda stanza, più nessun cane a domandare dove vai con lo sguardo, e io cammino da mezz'ora e prima o poi arriverò a questa stazione, ma non ho fretta che finisca il viaggio, che cominci il circo, che vi svegliate senza me, che cammino e cammino sola come a me piace, senza nessuno.
Mentre proseguono le giuste retribuzioni e si esercitano diritti di veto per proteggere gli amici, mentre dopo bizze e puntamenti di piedi ci si accorda sull'Afghanistan con il cortese benestare dell'opposizione, mentre si spulciano archivi bonificati in cerca di verità mascherate, cambia il CT della nazionale e si decidono le sorti del campionato prossimo venturo, insomma mentre il mondo prosegue a preparare la propria fine e noi coltiviamo sacrosanti orticelli, io parto per le ferie a intervalli che quest'anno mi toccano.
Così, come nulla fosse.
(Incredibile, vero?, la capacità di estraniarsi. Altrui) 
Fa molto caldo, ne farà di più, è bene parlare d'altro, è bene andare in vacanza, finchè è possibile.
La polveriera è un'espressione vieta, perciò adatta a questo blog. Ci sono tumori che metastatizzano mentre li ignori e fai altro. Li leggi sui giornali, li vedi in TV, ma ormai si leggono/vedono talmente tante storie che le cataloghi tutte come storie e le appoggi sullo scaffale dell'attesa.
Quanto tempo ho per attendere, mi domando ogni giorno.
(Non ci posso credere che l'abbiano chiamata Operazione Giusta retribuzione..)
[Non esiste altro di cui parlare, ormai]
Premesso che sono interista, a me tutto 'st'accanirsi su Zidane che ha dato la testata dopo che l'Italia ha vinto il mondiale (e non voglio discutere le bellissime prime partite, l'adamantina coscienza di un paio di giocatori e un allenatore, la squisitezza dei 5 minuti post-vittoria TV in cui gli inni alla juve che ha fornito in pratica la squadra, al portiere, al capitano baluardi e pilastri, alla motivazione principe dell'esito individuata nei procedimenti disciplinari in corso si sono sprecati) pare quantomeno meschino.
Insomma, l'Italia ha vinto, siamo contenti, no? Materazzi a Zidane ha senz'altro detto qualcosa di pesante, perchè è un tipino che si taglia con l'accetta, non è diventato gentleman solo perchè l'Italia ha vinto (e poi volevo vedere i difensori del nerazzurro se non espiava con il gol successivo il rigoruccio che ci ha procurato all'inizio), Zidane stava male e voleva uscire ma non lo facevano uscire, e ci sta che il debito d'ossigeno gli abbia annebbiato il cervello, se sopra le gambe ne hanno uno funzionante e non allenato al picchia ma non farti vedere dagli stessi che si scandalizzano del gesto poco sportivo (poco sportivo? tanto nel calcio ci si tonfa di brutto senza parere una volta e via, eh?
). Famola finita e continuiamo a festeggiare gli eroi del momento, siamo contenti, no?
Qui un elenco di (in)sane cazzate sulle prime pagine di uno dei principali quotidiani nazionali al secondo giorno post D-Day:
"a dimostrazione che il difensore italiano è di indole tollerante il Guardian si spinge a citare l'amicizia che lega Materazzi all'attaccante nigeriano Martins"
Materazzi: "Io sono ignorante...". "Quello che ha fatto Zidane lo ha visto il mondo intero. Gli avrei detto terrorista? Ma dai, io sono ignorante".
Perle imperdibili
Il Presidente della repubblica: In questa festa popolare con gli applausi del mondo, in questo orgoglio nazionale c'è un recupero di serenità, di tono del Paese
Il Sottosegretario all'Economia: lo "spot" dato dal successo mondiale, varrebbe oltre mezzo punto di Pil
Per carità di patria
Latitano i post vomitati per nausea della politica italiana, non per piaggeria al governo, che siccome l'ho votato non lo critico, ma per evitare la vieta accusa di taffazismo, secondo la quale la sinistra si dà sempre i calci sulle palle. E anche per il ricorrente stato di depressione/frastornamento che mi dà vedere il governo meno a destra che siamo capaci di procurarci imboccare strade che vanno ovunque tranne che a sinistra.
E' evidente che siamo un popolo di pavidi incapaci di scegliere con decisione un lato o l'altro, e semmai prevale per consuetudine il lato destro, ce l'abbiamo nel DNA, è anche quella una forma di pigrizia.
Rimarco per l'ennesima volta l'incongruenza del bipolarismo, proprio non ha senso qui da noi, accordiamoci su governi di centro a turno capitanati da un centrodestrorso o centrosinistrorso e risparmiamo i soldi delle elezioni, quasi quasi ora telefono a Padoaschioppa per suggerirglielo.
Mi si è spento lo spirito, giorno dopo giorno, come lo potrei dire in parte, mica è tutto subconscio, fatto sta che non ritorna, si è affievolito insieme alle capacità di reazione, è andato insieme alla rassegnazione che rende quel che dicono saggi. Prima forse era solo depressione, ormai è lo status quo. Scialba è meno dura e aiuta la discesa.
Qualche volta vorrei scrivere di ciò che vedo e ascolto nel luogo in cui lavoro e non riguarda i colleghi, che a loro modo appartengono alla fenomenologia comune della colleganza - mi si ricorda di continuo e, secondo il buon costume di render vero quanto viene all'infinito ripetuto, dovrò prima o poi convincermene - ma quell'insieme umano che in parte è mio diretto utente che qui circola. Lo so, la parola utente è generica (voluto), mette distanza, raffredda il lato emotivo, vorrei qualche sempre-la-stessa volta scrivere di come io non li senta come li scrivo, e proprio perciò ne scriva, come chi non si rassegna agli esempi purtroppo non estremi che riporta.
Vorrei mettere blu su azzurro in questa mia sola pagina la componente affettiva che rende parte del mio lavoro non un aggiungersi di ore pagate esercitando una qualche professionalità presunta, ma un venire incontro a necessità, a desideri, a interessi, comprenderne l'importanza per altri da me, un voler bene in soldoni a questa gente che mi fa anche incazzare e che di frequente non comprende le mie ragioni e si incazza.
Non ho la vocazione al martirio, nè alla maternità diffusa, alcuni poi mi potrebbero essere nonni, e non coltivo con gli utenti atteggiamenti che simulino rapporti filiali o cerchino distorte confidenze - anche se è capitato che ne chiedessero e come chiunque farebbe non ho umanamente negato -, sto solo come tutti tentando di dare un senso meno gretto all'attività che si porta via buona parte della mia giornata, sto solo adattandola alla mia personalità.
Vorrei dire di questo posto, di me che parlo con gli oggetti, che richiudo le porte, di certi capelli, del colore dei vestiti, di occhi, unghie, piedi e scarpe, borse, di carte che vanno e vengono non a caso, brutti telefoni, giornate tristi. Però non posso.